“Non credo (o non so se credo)”

Va bene così. Non sono qui per convincerti di niente.

Non sono qui per convincerti di niente. Non ho argomenti da venderti, né verità da importi. Se sei arrivato qui è perché qualcosa — curiosità, noia, un momento strano, una domanda che non ti dà pace — ti ha spinto a guardare.

E guardare costa zero.

Anch’io ho attraversato anni in cui le domande su Dio mi sembravano, nel migliore dei casi, irrilevanti. Ho trovato risposte altrove — nella meditazione, nella filosofia, nella scienza, nella vita ordinaria. Non era stupidità: era onestà intellettuale.

Poi qualcosa è cambiato. Non una visione, non un miracolo. Qualcosa di più sottile e più potente: mi sono accorto che alcune domande non sparivano mai davvero. Sul senso. Sulla morte. Sull’amore. Sul perché ci siamo piuttosto che non esserci.

Questo percorso non parte da “Dio esiste”. Parte da te, dove sei adesso, con i dubbi che hai. Non ti chiede di credere: ti chiede solo di guardare onestamente.

Il rischio, ti avverto, è reale. Non il rischio di diventare bigotto o di perdere la testa. Il rischio è di scoprire che la domanda era più seria di quanto pensavi.

Se sei pronto a correre quel rischio, inizia da qui.