I Fondamentali

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Chiacchierata su questo articolo:

I Fondamentali

La spiritualità come esperienza viva

Ciò che mi disturba in certa divulgazione spirituale è l’enunciazione di teorie e pratiche da accettare passivamente. Perché un insegnamento spirituale sia efficace, è fondamentale che il praticante—sia esso studente, curioso o ricercatore—possa percepirne l’utilità e il significato.

Siamo spesso inconsapevoli portatori di narrazioni che ci condizionano, mirate alla conservazione di schemi mentali non sempre funzionali. Comprendere una nuova teoria spirituale non significa solo afferrare il significato delle parole trasmesse; affinché essa abbia un impatto profondo, deve coinvolgerci, emozionarci e scuoterci almeno un po’.

Dio: esistenza e impatto personale

Prendiamo, ad esempio, il dibattito sull’esistenza di Dio. Spesso, le discussioni si concentrano su argomentazioni logico-intellettuali a favore o contro. Ma un approccio diverso parte dal collegare queste affermazioni alla nostra vita concreta.

Se Dio esiste o meno, fa una differenza fondamentale nella nostra esistenza. Se il creato non è frutto del caso, ma guidato da una mano invisibile fin dall’inizio, ciò cambia radicalmente la nostra prospettiva sulla nostra vita, altrimenti è inutile.

Personalmente, non mi interessa tanto la dimostrazione oggettiva di questo punto. Sono più interessato a comprendere cosa dovrei riconsiderare nella mia vita se Dio esistesse e provare. Voglio esplorare quali cambiamenti positivi posso implementare seguendo una possibilità o l’altra.

La scelta del Cristianesimo

Come ho già condiviso in altri scritti, ho scelto la religione cristiano-cattolica per esplorare la mia interiorità e cercare verità sulla mia vita. Il Cristianesimo non solo afferma l’esistenza di Dio, ma anche che Egli si sia fatto uomo, ci abbia lasciato insegnamenti, sia stato ucciso, risorto e asceso, lasciandoci ulteriori insegnamenti.

Questi sono i fondamenti del Cristianesimo, ma per andare oltre una comprensione superficiale, è necessario immergersi, contaminarsi, agganciarsi a qualcosa che sentiamo profondamente. Dobbiamo fare in modo che questa scoperta serva e trasformi qualcosa in noi; altrimenti, rimarrà una spiegazione del mondo, forse dotta, ma sterile.

La sete interiore

È fondamentale addentrarsi nella spiritualità avendo chiaramente percepito la nostra sete interiore, quella che le cose del mondo non possono soddisfare. Occorre conoscere la sofferenza esistenziale in modo limpido per cogliere la grazia della guarigione spirituale. La spiritualità non può essere solo una spiegazione delle cose, ma una via per la trascendenza.

Il messaggio di Gesù

Curiosamente, uno dei motivi per cui adoro il Cattolicesimo è che Gesù non ci promette la conquista del mondo grazie a Lui. Anzi, ci dice chiaramente che il re di questo mondo è un altro e ci esorta a trattarci amorevolmente l’un l’altro perché questo mondo è intriso di sofferenza. Ci chiede di rinascere, di abitare un regno diverso, un mondo nuovo, di cui Lui è Re: il Regno di Dio o Regno dei Cieli.

Non possiamo lasciare in aria queste affermazioni senza cercare di trasformarle in qualcosa di vero e reale per noi. Dobbiamo riconoscere i nostri limiti nella comprensione di concetti così estranei alla nostra visione abituale, ma è necessario cercare di trasformarli in qualcosa di diretto e consistente affinché queste idee possano radicarsi e, un domani, portare frutto.

La chiamata alla felicità

Ecco perché torno sempre alla sete. Perché sia io che te abbiamo nel cuore una chiamata alla felicità che non sembra essere di questo mondo. La sete è l’impronta che Dio ha lasciato dentro di noi perché cercassimo qualcosa di più grande, le cose di lassù.

Gesù è venuto qui e ha affrontato la sofferenza, come succede a noi che non possiamo trovare—come afferma il Buddhismo tibetano—la punta di un capello di felicità nel Samsara. Proprio come noi, non si è sottratto alla sua croce, ma ha vinto la morte, è risorto e poi asceso. Ci ha detto che possiamo fare come Lui seguendo Lui, ci ha lasciato la porta aperta e un amico pronto ad aiutarci.

Tutto ciò deve avere il sapore della realtà nella nostra vita, altrimenti non servirà a nulla. Molte persone, seguendo il suo esempio, sono diventate sante. Dobbiamo essere orgogliosi e coraggiosi in Cristo. Dobbiamo credere che la via della santificazione è possibile anche per noi, altrimenti è meglio non credere affatto.

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