Una ipotesi per una nuova narrazione

Riassunto delle puntate precedenti:

Riassunto dell’articolo:

Una ipotesi per una nuova narrazione

Il Punto Zero, il luogo della coscienza, va ritrovato e confermato continuamente. Il mondo esterno e quello interno esercitano un richiamo costante, attirando la nostra attenzione e facendoci perdere il contatto con questo spazio originario. Per questo è necessaria una pratica costante: tornare al Punto Zero è come tornare a casa, al nostro centro, al nostro trono.

Occorre imparare a distinguere “il sentire” dal “sentito”. Solo facendo un passo indietro rispetto agli oggetti dell’esperienza possiamo accedere nuovamente ai mondi.

Postuliamo l’esistenza di tre mondi: il mondo esterno, il mondo interno e un terzo mondo, spirituale. La coscienza, questa “mezzaluna di luce”, si riconosce soltanto nel distacco dagli oggetti dei primi due mondi. Essa è il luogo in cui ogni percezione appare.

La sete di libertà, pace e senso che accompagna ogni essere umano ci parla proprio di questo terzo mondo, suggerendone l’esistenza. Ma questa sete non può essere colmata dai due mondi conosciuti: solo nel Punto Zero possiamo intuire, senza deduzione razionale ma con consapevolezza esperienziale, che un altro mondo è possibile.

Questa realizzazione è personale, profonda, e va oltre l’intelletto. È un bisogno reale, ineluttabile. Chi rinuncia a questa ricerca prima o poi vive una sofferenza esistenziale profonda. La sete non è una debolezza, ma una bussola: indica la presenza di una sorgente.

Dal Punto Zero possiamo iniziare a concepire e forse a dialogare con il mondo spirituale, così come già facciamo con gli altri due. L’errore comune, favorito da molte narrazioni spirituali, è pensare che la realizzazione si trovi in un “altrove” futuro e remoto.

Ma la coscienza non si sposta.

Se da Parigi andiamo a New york, nella coscienza non ci siamo spostati di un centimetro.

Quando ci muoviamo nel mondo, restiamo sempre nel medesimo spazio interiore. È come quando da bambini sembrava che la strada scorresse sotto l’auto: allo stesso modo, il mondo cambia ma la coscienza resta. Ogni esperienza accade dentro di essa.

Non siamo i viaggiatori: siamo il campo di gioco stesso in cui ogni esperienza avviene. Siamo sempre nel Punto Zero, e dobbiamo imparare a modulare il nostro stato di coscienza restando in questo spazio originario.

La nostra vita è una narrazione. Cambiando la narrazione, cambia la nostra esperienza. Il mondo ci ha insegnato a “vedere per credere”, ma la verità è l’opposto: dobbiamo “credere per vedere”.

Come cattolico, non posso non pensare che l’insegnamento di Gesù parla proprio di questo. La fede è l’ingrediente fondamentale per una vera metanoia: non solo pentimento, ma trasformazione del modo di vedere e vivere la realtà.

La metanoia nasce nel Punto Zero, dove può sorgere una nuova narrazione:

  • Un nuovo modo di pensare e percepire
  • Nuove priorità e valori
  • Un nuovo orientamento esistenziale
  • Un diverso rapporto con Dio, sé stessi e gli altri

Qui, da questa sorgente interiore, possiamo davvero rinascere.

Lascia un commento