Un Capitalismo Sociale?

Si può pensare ad una evoluzione “sociale” del Capitalismo?

È ovvio che non si può immaginare un capitalismo che lasci da parte le banche. Quindi, se davvero il capitalismo cambierà, questo passaggio dovrà per forza includere un ripensamento del ruolo delle banche in chiave più sociale.

Ne parla Riccardo Colombani in questo interessante articolo sul sito.

In questo scenario, le banche locali, specialmente quelle di credito cooperativo, possono essere motori di cambiamento. “La cooperazione serve a bilanciare la mania dell’efficienza e delle mega-fusioni,” dice Colombani. “Per questo pensiamo che le Bcc dovrebbero approfittare dei vuoti che si creeranno con questa ondata di fusioni bancarie per aumentare la loro fetta di mercato, usando il capitale che hanno a disposizione. I due gruppi bancari cooperativi hanno oggi 24 miliardi di euro di capitale Cet1 di alta qualità, ma ne usano solo 8. Con parte dei restanti 16, che non possono ridistribuire ai soci, potrebbero comprare le filiali che verranno vendute dopo le fusioni.”

Il credito cooperativo può anche essere un laboratorio per sperimentare un approccio davvero sostenibile al digitale e all’intelligenza artificiale, puntando a una transizione equa: “Sarebbe fantastico,” conclude Colombani, “se le Bcc investissero in una piattaforma propria di intelligenza artificiale per organizzare il lavoro, guidata però da una visione centrata sull’uomo, in linea con l’Ai Act.”

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